La nostra è una scommessa che nasce da una considerazione semplice: anche se l’omosessualità, oggi, può essere accettata con meno difficoltà rispetto al passato, vivere questa “inclinazione” liberamente e con serenità può essere ancora un problema; soprattutto per chi come noi vuole vivere una intensa e sana vita di relazioni senza rinunciare alla sua dimensione etica e religiosa.
Sono molti, tra noi omosessuali, quelli che fanno nella propria vita l’esperienza di percorrere un ponte sospeso che si proietta sui burroni del disagio e della diversità, con l’angoscia della caduta e la sfida di raggiungere l’altro costone della roccia… La sofferenza e la tristezza spesso sono la conseguenza di una divisione interiore e di una non accettazione di come siamo; l’altra sponda da raggiungere è anche quello che di noi rifiutiamo… A dire il vero, però, ciò che ha pesato sulla nostra scelta di incontrarci non è stata tanto l’analisi del nostro passato più o meno triste, quanto la tensione, spesso inespressa, verso la vera gioia, e il bisogno di riconciliazione profonda innanzitutto con noi stessi e poi con gli altri… l’Altro.
L’insieme degli eventi che hanno portato alla formazione del nostro gruppo, ci è apparso come il fiore spontaneo di una primavera inattesa, una mano tesa dall’ Alt(r)o al dialogo, all’incontro… Questa opportunità, totalmente nuova per ciascuno di noi, è stata percepita come un ponte che Dio stava gettando verso noi: un ponte sull’abisso del non-senso; un ponte traballante, da percorrere con trepidazione e fiducia; un ponte sospeso che, malgrado la precarietà, permette la comunicazione tra due sponde da sempre ritenute infinitamente distanti… Soprattutto l’ultima immagine, carica di speranza, è quella che ha suggerito il nome al nostro gruppo. Per reggere un ponte ci vogliono almeno due punti fermi.
Noi, come gruppo, vogliamo essere uno di questi due punti fermi, per raggiungere le nostre ferite interiori e sanarle, per raggiungere Gesù e rallegrarci della sua amicizia, per riscoprire la felicità di essere nati, per vivere da Uomini e Donne. Desideriamo consolidare quello che abbiamo già costruito in questi mesi, vi proponiamo quindi di lavorare insieme a noi per raccordare e rafforzare sempre meglio le funi che costituiscono questi ponti sospesi. “Ponti Sospesi” verso la speranza umana di vivere serenamente e in pace con noi stessi. “Ponti Sospesi” verso la Speranza di far entrare anche Dio nella nostra vita, certi che noi già siamo nelle palme delle sue mani (Isaia 49,16).
Facciamo questa proposta a tutti gli uomini e le donne omosessuali che si riconoscono nei valori cristiani o che considerano la dimensione religiosa cristiana un punto di confronto non eludibile nella propria vita. Il gruppo accoglierà con gratitudine il contributo di chi vorrà confrontarsi con la nostra realtà: amici, familiari, psicologi, religiosi, ecc. Insieme a loro vogliamo ampliare questo spazio di incontro, di confronto, di scambio, di sostegno reciproco, di amicizia perché il contributo di tutti giovi alla felicità e serenità di ciascuno.